Dopo aver ripercorso la giornata della memoria lo scorso 26 gennaio con la visione di alcuni filmati dedicati all’olocausto gli alunni della Scuola Media Torquato Tasso di Sorrento si apprestano ad incontrare il prossimo 19 Febbraio Samuel Modiano, tra i pochi sopravvissuti ancora in vita del campo di concentramento di Auschwits. L’incontro pubblico patrocinato dal Comune di Sorrento, assessorato alla pubblica istruzione, si terrà presso l’aula magna dell’istituto scolastico sorrentino diretto dalla dirigente scolastico Marianna Cappiello. Questo percorso all’insegna della “dignità della memoria” è stato coordinato dalla docente referente Rosa De Filippo. Samuel Modiano è un ebreo italiano nato nel 1930 a Rodi in una comunità che contava 5000 ebrei. A soli 8 anni inizia a fare i conti con le leggi razziali di Mussolini e viene espulso dalla scuola elementare che frequentava con molto entusiasmo. A 13 anni viene portato insieme a 2500 persone della comunità nei campi di concentramento di Auschwitz–Birkenau e appena arrivati lo dividono subito dal padre e dalla sorella Lucia, che era al campo femminile vicino al suo e spesso si vedevano attraverso le reti che li dividevano, trasmettendosi un bellissimo momento di gioia e fiducia che li spingeva ad andare avanti. “Un giorno non la vidi più, e nemmeno il giorno seguente, nè quello dopo ancora; feci uno più uno e capii che non c'era più”. La sua storia all'interno dei campi di concentramento è una storia terribile e solo chi l'ha vissuta con i propri occhi può capire le difficoltà e le paure vissute ad Auschwitz–Birkenau. Samuel Modiano è tra i pochissimi sopravvissuti alla brutalità nazista che sfociò nella shoa. Attraverso le sue parole i ragazzi della scuola media Tassa, potranno prendere contatto con le atrocità avvenute nei campi di sterminio, le angherie compiute nel loro interno, il becero tentativo dell'annullamento dell'essere umano compiuto in modo premeditato e reiterato per tutta la durata della prigionia, l'assoluta mancanza di rispetto non solo della vita ma anche della morte dei deportati.