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Katia Keyvanian: Il comandante e' sceso per ultimo

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Katia Keyvanian: Il comandante e' sceso per ultimo

A parlare, o meglio a scrivere sulla rete è Katia Keyvanian, che inizia la sua “lettera” spiegando che non può mandare la foto del suo “name tag”, la targhetta d’orata che il personale di bordo tiene normalmente sulla giacca, perché lo ha “perso in mare”, assieme alla sua macchina fotografica.
Katia Keyvanian, GSM della Costa Crociere era sulla Concordia, si era imbarcata proprio il 13 per sostituire una collega. Scrive velocemente perché vuole prendere prima possibile il treno che la riporterà a casa.
“Vorrei tanto essere invitata dai vari Giletti, Mentana, Vinci, e da tutti gli altri giornalisti, che senza cognizione di causa , senza aver verificato le loro fonti, e le notizie, scrivono e dicono un sacco di idiozie!”.
Anche Katia come i suoi colleghi scarica la rabbia, quella che tutto l’equipaggio, ma anche i colleghi che al momento non sono imbarcati, hanno accumulato in questi due giorni in cui su ogni giornale o telegiornale non si parla che della sciagura occorsa alla Concordia. Lamentano che in tutte le trasmissioni, vengano intervistati solo passeggeri e mai qualcuno dell’equipaggio, che spesso le informazioni sono date da persone che non conoscono i fatti e la materia. Che dai passeggeri alle autorità si ringraziano Vigili del Fuoco, forze dell’ordine, ma nessuno pensa a loro, che sicuramente hanno avuto un ruolo importante nella vicenda, grazie al quale molti oggi possono tornare a casa.
“ Vorrei poter rispondere, alla marea di idiozie e falsità che sono state dette!”, scrive Katia. “Abbiamo evacuato, al buio, con la nave piegata su un fianco 4000 persone in meno di due ore! Gli incompetenti non sono in grado di fare questo”.  La sua scrittura è come un grido, rispecchia sicuramente un sentimento di rabbia, comprensibile e giusto. Poi prosegue: “Non è vero che il Comandante è sceso per primo, io ero sull'ultima lancia, e lui rimasto attaccato alla ringhiera al ponte 3, mentre la nave affondava”. Poi spara a zero sui giornalisti che hanno attaccato il comandate, dicendo che era sceso anzi tempo dalla nave. “Io ero sulla lancia, che mentre si allontanava, stava per essere schiacciata dai paranchi della nave che affondava e stava per sfondare il tetto della nostra lancia. Abbiamo tirato su in lancia un sacco di ospiti che erano finiti in mare, e mentre spogliavamo una ragazza bagnata per coprirla con la coperta termica, un ospite ci faceva un filmino con il telefonino. Abbiamo lanciato un salvagente in mare e mentre tiravamo su un altro signore, io con la corda legata al polso per fare forza e tirare su, un signore che fa la foto”. E continua: “Poi vengono a dire che noi siamo stati incompetenti?”.
Non ha tutti i torti ed è immaginabile che quello che racconta, oggi come oggi, sia più che possibile.
Ma la storia di Katia non finisce qui, continua il suo racconto scrivendo: “Mentre ero inclinata a fare uscire le persone che spingevano, e urlavano, poco alla volta nelle lance, un uomo grande e grosso, con la sigaretta in bocca. Quando gli ho chiesto ‘ma che caz.. sta facendo, fuma in questo stato, inclinati, al buio, con il carburante che potrebbe uscire?’ La risposta è stata "mi serve per lo stress".
Prima di salire sul treno che la porterà a casa per un giusto e meritato riposo, Katia conclude: “Noi ci siamo adoperati per gli ospiti, per salvarli, portarli in sicurezza, se sono salvi, è merito solo nostro, di tutto l'equipaggio, che ha fatto di tutto. Non vogliamo essere ringraziati, no, abbiamo fatto solo il nostro dovere, ma non vogliamo nemmeno sentire tutte le fesserie, bugie, menzogne, tanto per fare lo scoop, o fare una trasmissione che sono state dette. 4000 PERSONE IN DUE ORE, AL BUIO... E INCLINATI, LI ABBIAMO PORTATI NOI, STAFF DEL CONCORDIA, A TERRA, NON SONO SCESI LORO IN SPIAGGIA CON IL SECCHIELLO E LA PALETTA, E LE FORMINE !!! li abbiamo portati noi!!!! Colgo l'occasione per ringraziare tutti gli abitanti dell'isola del giglio, anche il Sindaco, che è salito a bordo, a verificare la situazione, non sapendo chi fosse l’ho anche ripreso perché non aveva il giubbotto.  Ringrazio con tutto il cuore tutti, tutti gli abitanti dell'isola che si sono adoperati per tutti noi, con massima diponibilità, dandoci le loro coperte colorate, fatte all'uncinetto, cercando dei carica batterie per il cellulare, e tanto altro. Grazie a tutti loro. Ora scappo che devo prendere un treno, e andare a casa. A presto. Ah, dimenticavo.... agli altri dico VERGOGNATEVI!”
Questo ultimo passaggio lo abbiamo volutamente copiato e incollato, così come lo ha messo Katia, con le maiuscole a sottolineare il suo stato d’animo e con tutti i punti esclamativi del caso. Noi per quanto non piaccia andare oltre il semplice riportare le notizie per quello che sono, non possiamo fare a meno che dire: Grazie Katia, a te e a tutti i tuoi colleghi e imbocca al lupo a quelli che sono al momento in ospedale a Grosseto.

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