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PFR in concerto a Villa Fondi

Articolo  Piano di Sorrento
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Scritto da: Leonardo Brancato Paese: Piano di Sorrento

PFR in concerto a Villa Fondi

COMUNICATO STAMPA

 

I P.F.R. (Post Fata Resurgo), ritornano in concerto a Piano di Sorrento, Sabato 29 Luglio, nella splendida location di Villa Fondi, per la rassegna Comunale "Estate Blu 2023".

Nell'energico live in programma, saranno presentati in anteprima 6 nuovi brani tratti dal nuovo album in lavorazione "'E capa 'e core 'e stommaco"

L'evento è a ingresso libero fino ad esaurimento posti.

Con:
Mauro Marsu - rap
Salvatore Torregrossa - tastiere
Rosalba Alfano - voce
Antonello Buonocore- basso
Pasquale Ferraioli - batteria
Antonio Suarato - chitarra

I P.F.R. sono la Best Arezzo Wave Band 2021 per la Campania

Una musica catartica, provocatoria, liberatoria.

Più che di Musica Rap il progetto è di… Rap su Musica, 1000 influenze, 0 barriere.

Letteralmente: nel disco infatti ci sono molteplici influenze oltre al rap: funk, soul, jazz, ballad, napoletana, rock, punk-rock, disco, folk, tradizionale, scat fino al pezzo “22 e 55 Museca” che miscela insieme 15 generi differenti!

Il minimo comune denominatore è il Rap, ma declinato su strumentali che raccolgono e miscelano anni di ascolti, studi, ricerca e passione per la musica.

 

Facebook/Spotify/YouTube: P.F.R. Post Fata Resurgo
Instagram: pfr_postfataresurgo

L'EP "Salutame a Socrate" e il disco "Post Fata Resurgo" sono in libero ascolto su Spotify, Rockit.it ed è disponibile su tutti gli stores digitali e in formato CD Audio (sarà possibile acquistare album e merchandising del gruppo durante la serata).

BREVE RASSEGNA STAMPA

Post Fata Resurgo è un progetto che celebra la musica. Il rap è solo un pretesto per dichiarare l’amore verso un’arte che non crea barriere, ma le abbatte. Allo stesso modo, Marsu, Torregrossa e tutti i loro colleghi che hanno dato il loro contributo vogliono celebrare le origini a cui restano attaccati, pur non ignorando le influenze esterne, in un messaggio di collettività che invita a combattere e a offrire al mondo sempre la versione migliore di noi stessi.
(Ciro Gianluigi Barbato – Eroica Fenice)

“Eccolo il completo album dei P.F.R. a sancire definitivamente una commistione essenziale e forse unica, oggi, nel panorama musicale italiano di rap, rock, funk, blues, soul, disco, pronta ad innestare una continua evoluzione sonora”
(Marco Zordan su Post Fata Resurgo– Indipercui)

Testa, cuore e pancia. I Post Fata Resurgo sono e resteranno, a mio avviso, un collettivo che avrà sempre nuove narrazioni da veicolare. Quel dopo la morte mi rialzo ha il sapore di un qualcosa che profuma di infinito.
(Marco Zordan su "Salutame a Socrate EP" – Indipercui, Dicembre 2022)

[…] le influenze dei P.F.R. vanno dal folk all’etno-jazz, si abbeverano alla fonte di Raffaele Viviani e omaggiano i Public Enemy, usano il dialetto ma parlano un linguaggio musicale […]Fiore all’occhiello sono i testi dei brani che […] scattano fotografie in cui il passato si apre continuamente a scorci di modernità, lambendo montagne di rabbia ma senza scordare quanto è bello sorridere
(Carlo Babando – Blow Up, Ottobre 2021)

“Post Fata Resurgo”, però, è un lavoro solido ed estremamente affascinante per tutta la sua durata: essenziale per i fedelissimi del rap e tra le migliori uscite italiane del genere negli ultimi mesi. 
(Music Map - Piergiuseppe Lippolis)

“Quante strade può percorrere il rap? Molte da quello che si può ascoltare in questa nuova collaborazione tra l’MC Mauro Marsu e il polistrumentista Salvatore Torregrossa. Rime cariche di cazzimma e voglia di rivalsa tipicamente partenopea, che incrociano il passo con generi come jazz, rock, soul e disco […] il divertimento è garantito”
(Stefano D’Elia – Rumore, Settembre 2021)

“[…] Rime in dialetto… Musica a 360 gradi, insomma lontano mille miglia dall’omologazione della trap.”
(“Alias” inserto de “Il Manifesto”, Settembre 2021)

“Cantati rap su strumentali suonate e vicine alla world music. Collaborazioni importanti per un esperimento che racconta il territorio tra sacro e profano […]Il progetto si presenta come "non musica Rap ma Rap su musica" ed infatti il disco si distanzia dalle solite produzioni, avvicinandosi più alla world con un cantato rap appoggiato su basi suonate e che spaziano tra i vari generi – si apre con un brano strumentale, A, che da solo vale il prezzo del biglietto[…]”
(Marco Mennillo - Rockit.it)

 

 

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